• 77° Anniversario della Liberazione di Monteverdi Marrittimo.

    Posted on 22 aprile 2021 by Alessandro in Storia.

    Monteverdi Marittimo: 1944.

    Il podestà di Monteverdi Marittimo Guglielmo Galletti con lettera del 10 marzo 1944 segnala alla Prefettura, alla Questura, al Comando Distaccamento G.N.R. di Serrazzano che nel podere “La Cornazzana” è presente la famiglia Archivolti, livornese: tre persone provenienti dal comune di Sassetta, delle quali si danno tutte le generalità. Sotto, a penna, la grafia ordinata annota: nessuno in elenco (dunque l’elenco era già approntato)[1].

    Si tratta della famiglia Archivolti, residente a Livorno, sfollata a Sassetta e, in seguito all’acuirsi delle persecuzioni antiebraiche, rifugiata nel podere La Cornazzana, confidando forse nell’isolamento del luogo, ma ignari del fatto che per pochi metri il podere rientra amministrativamente nel comune di Monteverdi.Partigiani

     Il 1° aprile 1944 civili fascisti arrestano Liliana Archivolti, nata a Milano il 10 dicembre 1923 una giovane di vent’anni e la madre Elena Gina Della Torre nata nel 1885. Il padre, Guido Archivolti, ultrasettantenne, non è arrestato. Rinchiuse nel carcere di Pisa e poi avviate al campo di Fossoli partirono alla volta di Auschwitz il 16 maggio 1944. Entrambe decedute[2].

    Liliana Archivolti lavorava come maestra a Sassetta, insegnava ai diciannove ragazzi dell’orfanotrofio israelitico di Livorno che agli inizi del 1943 erano sfollati a causa dei bombardamenti aerei alleati sulla città: la storia avventurosa di questi ragazzi è stata raccontata da Paola Lemmi in Finché non sono venuti a prenderci e da Lorenzo Bientinesi in Don Antonio Vellutini:un prete con i cattolici nell’Antifascismo e nella Resistenza livornese.

    Un’altra vittima dei lager è Furio Filippi, 32 anni, nato a Monteverdi Marittimo, funzionario, arrestato a Piombino, classificato “schutz” (deportato per motivi di sicurezza) e deceduto a Mauthausen il 1° aprile 1945.

    Mussolini aveva creato la Guardia Nazionale Repubblicana ,GNR , nel dicembre 1943, quindi soli tre mesi prima della delazione della famiglia Archivolti,  con due decreti che furono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale solo nel giugno e nel luglio 1944, successivamente a questi tristi episodi. A Serrazzano (competente per il territorio di Monteverdi ), come in altre località, questo esercito di partito era stato costituito immediatamente, con tragico zelo.

    La Resistenza a Monteverdi vede come primi protagonisti Luigi Martelli (indicato anche come Martilli) e Spartaco Bechelli i quali fin dal 15 novembre 1943 partecipano alla lotta armata; a loro è stata riconosciuta ufficialmente la qualifica di patriota.

    Il riconoscimento della qualifica di partigiano o patriota, fu dato in ragione della appartenenza ad una formazione partigiana operante in Toscana e riconosceva la prima qualifica a chi nella lotta di Liberazione fosse caduto, rimasto ferito, mutilato o invalido o fosse stato inquadrato in una formazione partigiana o detenuto in carcere per più di tre mesi o avesse operato in una struttura o servizio di comando per almeno sei mesi, mentre riconosceva la seconda qualifica a chi avesse contribuito attivamente alla Resistenza per un periodo minore: come si può notare la regola è stata violata per Bechelli e Martelli. Ho proposto di far avere la qualifica postuma di Partigiano ai due paesani: sarebbe un onore per le famiglie e le istituzioni. Entrambi facevano parte della Banda Camicia Rossa una tra le varie formazioni partigiane che gravitavano intorno a Massa Marittima, formalmente inserita nella III Brigata Garibaldi e poi nel Raggruppamento “Monte Amiata”.

    Ho conosciuto Spartaco e mi aveva subito colpito il suo nome, non ricordo di aver visto il famoso film con Kirk Douglas del 1960, ma ricordo perfettamente di aver letto Spartacus il romanzo di Howard Fast che mi aveva affascinato e ogni volta che vedevo Spartaco mi si sovrapponeva l’immagine del gladiatore: nel nome un destino di lotta e ribellione.

    A Monteverdi non mancano altri nomi social-comunisti: Compagno, 1899; Libertà, 1910; Lotta, 1920. ma si ricordano anche i fratelli ribelli: Amico, Compagno, Fedele, Sincero della famiglia Vascelli. Dagli elenchi parrocchiali sappiamo che Compagno fu battezzato e anche con il secondo nome di Firenze e Ezzelio per terzo. Era uso in quel periodo dare ai neonati tre nomi, talvolta due, pochi ne avevano uno solo, in rari casi ben quattro: i defunti venivano indicati con il solo primo nome.

    Vismo Gualersi si dà alla macchia il 12 febbraio ’44: è l’unico partigiano monteverdino. Il primo marzo ’44 vede l’arrivo nelle file della Resistenza di Leofardo Danzini, Albano Gualersi e Indovinalo Rossi, il 10 marzo i fratelli Narciso e Ferdinando Focacci; il 10 aprile Tripolino Tafi e il 1° maggio Carlo Bechelli.

    I monteverdini  Danzini Tullio, Focacci Nino e Cerri Colombo, tutti collegati alla 3° Brigata Garibaldi, non furono riconosciuti ai fini della menzione ufficiale.

    Tra i monteverdini della Resistenza si segnalano:

    Bacci Dario, nato a Monteverdi Marittimo il 5 agosto 1898. Tornitore, residente a Torino, collabora con la 7° Brigata Sap De Angeli e gli è riconosciuta la qualifica di benemerito della Resistenza.

    Bargettini Zeffiro, nome di battaglia Dardo. Nato a Monteverdi Marittimo il 4 giugno 1895. Operaio, residente a Torino. Riconosciuto patriota per il periodo dall’1.06.1944 all’8.6.1945 nella 7° Brigata Sap De Angeli.

    L’attività partigiana nel 1944 si svolse prevalentemente nel territorio attorno a Massa Marittima, con episodi famosi come la battaglia del Frassine e l’eccidio della miniera di Niccioleta, e azioni a Suvereto e Campiglia Marittima.

    Riportiamo in ordine cronologico alcuni episodi di guerra avvenuti a Monteverdi Marittimo o riguardanti monteverdini:

    15 gennaio 1944

    Viene costituito il Distaccamento Allegri della 3° Brigata Garibaldi che opera nella zona di Bolgheri, Bibbona, Castagneto e Canneto.

    12 aprile

    Muore a Cecina Agostini Bisio di Claudio, nato a Monteverdi il 27/02/1924 milite della RSI.

    6 maggio

    Nei presso del Balzone attacco notturno contro vettura tedesca, distruzione della vettura e uccisione dell’ufficiale e autista[3].

    11 maggio

    Azioni di pattugliamento in zona Balzone.

    12 maggio

    maggio

    Muore Gualersi Ercole di Narciso, nato a Monteverdi il 05/08/1911 milite della RSI.

    Perlustrazione di 20 partigiani sulla strada che da Monteverdi conduce a Castagneto, all’una di notte si scontrano con una carovana di carri trainati da cavalli con a bordo militi fascisti che subiscono perdite[4].

    14 giugno

    Venuti a sapere che nei pressi di Monteverdi Marittimo sono presenti alcuni dei fascisti responsabili dell’esecuzione di Oberdan Chiesa, i Partigiani delle sezioni Gallistru e Benedici della 3° Brigata Garibaldi giustiziano il fascista da loro ricercato[5] e catturano gli altri 14 militi della GNR disarmandoli[6].

    20 giugno

    Canneto. Sulla strada per Ponteginori il 7° Distaccamento partigiano attacca e distrugge un autocarro tedesco infliggendo perdite.

    20 giugno

    I partigiani requisiscono 80 Kg. di esplosivo dalla miniera di Canneto.

    25 giugno

    27 giugno

    Appostamento e scontro con reparti tedeschi: distrutto un autocarro e inflitte perdite.

    La compagnia G degli alleati sostituisce il 2° Battaglione (142° fanteria) in prima mattinata conquista una posizione dominante e si sposta lungo entrambe le rive del fiume Massera, incontrando resistenza fra Lodano e Massera alle 12,30[7].

    28 giugno

    I guastatori tedeschi fanno saltare i ponti di Fosso al Ciliegio, Ripettini, Mantronata e il Ponte d’Oro, poi minano il Palazzo Comunale che subisce gravi danni.

    28 giugno

    Il 168° Reggimento conquista Monteverdi e 4 soldati americani perdono la vita, ecco i loro nomi: Diresta Gennaro, Hillman Robert, Lewis Virgil e Mangravite Joseph. Diresta, di origine italiana, è sepolto a San Casciano Val di Pesa nel cimitero militare dei Falciani[8].

    2 ottobre 1944

    A Monteverdi viene ucciso Panieri Ivo, civile aderente al P.F.R. (Partito Fascista Repubblicano).

    C’è anche Bruno Vanni, nato a Monteverdi Marittimo il 24 aprile 1906, residente a Piombino. Imputato di partecipazione a rastrellamenti, come comandante della Brigata Nera di Papozze, provincia di Rovigo, di arresti arbitrari, di minacce di morte a varie persone di Villanova Marchesana. Condannato a dieci anni con sentenza del 27 marzo 1947[9].

    Monteverdini operanti in zona:

    • Bechelli Spartaco inserito nella 3a Brigata “Garibaldi” di Livorno. Riconosciuto patriota per il periodo dal 01.03.1944 al 27/06/1944[10].
    • Bechelli Carlo inserito nella 3a Brigata “Garibaldi” di Livorno. Riconosciuto patriota per il periodo dal 01.05.1944 al 25/06/1944.
    • Gualersi Vismo inserito nel Raggruppamento “Monte Amiata” Banda Camicia Rossa. Riconosciuto partigiano dal 12.02.1944 al 25.09.1944.
    • Tafi Tripolino inserito nel Raggruppamento “Monte Amiata” Banda Camicia Rossa. Riconosciuto patriota dal 10.4.1944 al 30.6.1944.
    • Martilli (ma Martelli) Luigi inserito nel Raggruppamento “Monte Amiata” Banda Camicia Rossa. Riconosciuto patriota dal 15.11.1943 al 20.07.1944.
    • Focacci Narciso inserito nel Raggruppamento “Monte Amiata” Banda Camicia Rossa. Riconosciuto patriota dal 10.03.1944 al 30.06.1944.
    • Focacci Ferdinando inserito nel Raggruppamento “Monte Amiata” Banda Camicia Rossa. Riconosciuto patriota dal 10.03.1944 al 30.06.1944.
    • Danzini Leopardo (ma Leofardo) inserito nella 3a Brigata “Garibaldi” di Livorno. Riconosciuto patriota per il periodo dal 01.03.1944 al 27/06/1944.
    • Gualersi Albano inserito nella 3a Brigata “Garibaldi” di Livorno. Riconosciuto patriota per il periodo dal 01.03.1944 al 27/06/1944.
    • Rossi Indovinalo inserito nella 3a Brigata “Garibaldi” di Livorno. Riconosciuto patriota per il periodo dal 01.03.1944 al 27/06/1944.
    • Danzini Tullio, Focacci Nino e Cerri Colombo, tutti 3° Brigata Garibaldi, non riconosciuti ai fini della menzione. In altre regioni, ma non in Toscana, fu istituita la qualifica di benemerito per coloro che, come loro, sostennero attivamente le attività degli antifascisti.

    Per un inquadramento generale e una ricostruzione corale della situazione a Monteverdi si veda il libro di Giuliana Balletti, Monteverdi, cronache del Novecento, Campiglia, 2004, nel quale ritroviamo molti dei personaggi citati. Nell’intervista a Ferdinando Focacci troviamo altri nomi di antifascisti: Biondo, Cherubino, Stanislao e Martino Biondi; Francesco Rossi, Tosello Moroni, Vittorio Bottai, Alfonso Bartolozzi, Elvio Cappelli, Pilade Granucci, Govi, Vascelli e Lepri.


    [1] Luzzati Michele Gli ebrei di Pisa (secoli IX-XX) Pisa, 1998.

    [2] Collotti Enzo, Ebrei in Toscana tra occupazione tedesca e RSI: Persecuzione, depredazione, deportazione. Pisa, 2007.

    [3] Martelli Pier Nello, La resistenza nell’alta maremma, Pisa, 1978. Segnala anche azioni di disturbo al traffico al ponte del Balzone in località Consalvo dal 13 al 24 giugno 1944.

    [4] Cavicchi Coraldo, Fascismo e Resistenza. Avvenne negli anni difficili 1920-1945, Venturina, 2000.

    [5] Si tratta di Luigi Giomi di Cecina, conosciuto col soprannome di Negus.

    [6] http://www.radiomaremmarossa.it sito ricco di notizie sulla Resistenza anche della zona di Monteverdi Marittimo.

    [7] Giannasi Andrea, I Nisei in guerra, i soldati nippoamericano in Italia (1944-1945), Lucca, 2016.

    [8] Fulceri Bruno, Il prezzo della libertà. Diario di guerra, Livorno, 2007.

    [9] Sparapan Gianni, Fascisti e collaborazionisti nel Polesine durante l’occupazione tedesca. I processi della Corte d’Assise straordinaria di Rovigo, Padova 1991.

    [10] Bechelli Spartaco appare due volte negli elenchi: nel primo inserito nella Banda “Camicia Rossa” dal 15.11.1943 al 30.6.1944.vedi http://www.istoresistenzatoscana.it/partigiani.

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